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Nella sconfitta c’è
la vittoria” 

Tre Campioni, nel loro campo!

di TIZIANO  CONTI 


 

Il fatto è ormai noto:
l’allenatore del Manchester City, Pep Guardiola, lasciando il campo
dello stadio do Dragao di Porto ha baciato la medaglia d’argento –
consegnata, come di consueto, agli sconfitti – dopo aver perso il
derby britannico per la vittoria della Champions League contro il
Chelsea. Un gesto tanto bello quanto inconsueto in un mondo non più
abituato ad accettare la sconfitta (sia individuale che di squadra)
con sportività e che vede abitualmente i vinti levarsi
sommessamente la medaglia dal collo e abbandonare il terreno di gioco
a testa bassa.

In molti hanno esaltato
la reazione leale ed equilibrata del tecnico spagnolo, antitesi del
malcostume usuale. Tra questi anche Papa Francesco che, al termine
del suo discorso nell’udienza alla delegazione della Federazione
Italiana Pallacanestro, ha voluto portare ad esempio il bel gesto di
Guardiola: “Mi hanno raccontato che uno di questi giorni – non
so dove – c’è stato un vincitore e uno che è arrivato secondo, che
non ce l’ha fatta. E quello che è arrivato secondo ha baciato la
medaglia. Di solito, quando si arriva secondo, c’è il muso così,
siamo tristi, e non dico che si butta la medaglia, ma avremmo la
voglia di farlo. E questo ha baciato la medaglia. Questo ci insegna
che anche nella sconfitta ci può essere una vittoria”. 

Pur
senza mai citarlo, Bergoglio ha lodato il comportamento
dell’allenatore spagnolo come modello per “Prendere con maturità
le sconfitte, perché questo ti fa crescere, ti fa capire che nella
vita non sempre tutto è dolce, non sempre tutto è vincere. A volte
si fa questa esperienza della sconfitta. E quando uno sportivo, una
sportiva, sa ‘vincere la sconfitta’ così, con dignità, con
un’umanità, con il cuore grande questo è una vera onorificenza, una
vera vittoria umana”.

Di recente Jack Sintini,
indimenticato campione di pallavolo nato in terra di Romagna, ha
scritto in un suo articolo: “Lo sport mi ha insegnato tanto, mi ha
insegnato a valorizzare la vittoria, ad amare il lavoro duro, a
ricercare il gioco di squadra… ma ancor più mi ha insegnato a
saper accettare le difficoltà. In 18 anni di pallavolo in Serie A1
ho capito che, se vuoi restare ad alto livello, devi essere
consapevole del fatto che molto spesso perderai. Devi imparare a
convivere con l’idea che un avversario di valore possa metterti in
ginocchio qualche volta. Se ci pensate bene, l’accettazione è il
primo vero passo positivo che compiamo nelle crisi”.

Grazie a voi Pep, Jack e
anche Papa Francesco!

TIZIANO   CONTI

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