Da Tiziano Conti

La Bestia e la legge del contrappasso

Il contrappasso (dal latino contra e patior, “soffrire il contrario”) è un principio che regola la pena che colpisce i rei mediante il contrario della loro colpa o per analogia a essa, le cui radici teoriche affondano nella tradizione antica della legge del taglione.

Il concetto è presente in numerosi contesti storici e letterari d’influenza religiosa: ce ne ha dato illustrazione Dante nella sua Divina Commedia.

Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano, in una intervista della settimana scorsa su La Stampa piena di pathos, ha ricordato: “La mia famiglia fu sbranata dalla Bestia. Non odio Morisi, ma le scuse di Salvini non sono mai arrivate”.

“A suo tempo avevo chiesto le scuse a Matteo Salvini per i suoi attacchi a me, alla mia famiglia ed a Stefano. Ovviamente quelle scuse non sono mai arrivate. La sua risposta alla sentenza pronunciata dalla Corte di Assise di Roma con la quale venivano condannati i responsabili del pestaggio mortale di mio fratello è stata che la droga fa male. In passato, in campagna elettorale, aveva persino detto che ‘Ilaria Cucchi fa schifo’. Le sue continue prese di posizione ai miei danni hanno scatenato la Bestia che ha sbranato la mia famiglia intera facendo leva sui sentimenti più bassi e biechi che può provare il genere umano”.

“Sto parlando del sangue della mia famiglia versato dal momento in cui, il 22 ottobre di 12 anni fa, è stata costretta a ‘riconoscere’ il cadavere di Stefano all’obitorio di piazzale del Verano a Roma”, prosegue. “La politica non è il mio posto. Questo perché sono incapace di astrarre l’immane tragedia che ha distrutto le nostre vite per avventurarmi in analisi politiche che non mi competono. Sono incapace di perdere di vista il fatto che ‘la Bestia’ si è cibata di persone normali che, come me, sono state travolte da tragiche vicende giudiziarie infliggendo loro, spietata, dolore che si è aggiunto ad altro dolore”, scrive Cucchi.

“Nonostante tutto questo io mi sento di condividere il dolore di Luca Morisi, come essere umano che è stato costretto a rivelare tutte le sue fragilità. Non nutro sentimenti di odio o vendetta nei suoi confronti. Sarei tuttavia ipocrita se non ammettessi la rabbia che provo nei confronti di colui che della ‘Bestia’ ha saputo fare la sua forza violenta, cinica e distruttiva, nel sacro nome del consenso cieco e ostaggio delle facili suggestioni liberatorie dalla paura, Matteo Salvini.

Questa, lo riconosco, è la mia debolezza”, conclude.

Io, sinceramente, direi che la capacità di condividere la sofferenza di chi le ha provocato tanto dolore è la forza di Ilaria Cucchi.

 

TIZIANO  CONTI

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