Da piazza Matteotti alla pieve di Campanile, il territorio protagonista delle giornate Fai

luoghi meno conosciuti, a volte inaccessibili nel resto dell’anno, e posti di tutti i giorni, ma da vedere sotto una luce diversa. Saranno i protagonisti delle Giornate di primavera Fai il 26 e 27 di marzo, giunte alla trentesima edizione.
L’evento organizzato dal Fondo ambiente italiano è negli anni diventato il più importante evento nazionale dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico d’Italia: oltre 700 luoghi solitamente inaccessibili o poco conosciuti in 400 città saranno visitabili a contributo libero, grazie ai volontari di 350 delegazioni e gruppi Fai attivi in tutte le regioni. Il Fai inoltre ha scelto di esprimere la sua solidarietà al popolo ucraino esponendo i colori della bandiera del Paese in tutti i suoi luoghi e finanziando, con i fondi raccolti durante le Giornate di primavera, il restauro di un’opera d’arte del patrimonio culturale ucraino distrutta dalla guerra. Chi deciderà di prendere parte alle Giornate Fai potrà prenotare la visita e offrire un contributo su www.giornatefai.it.

Piazza Matteotti, luogo quotidiano e straordinario
Anche il nostro territorio mette in mostra i suoi “gioielli”, a cominciare da Imola che in questa trentesima edizione ha deciso di coinvolgere piazza Matteotti e palazzo Sersanti. «Perché sono sempre sotto gli occhi di tutti gli imolesi e tuttavia spesso non sono conosciuti come si dovrebbe – spiega Paola De Bizzi, socia del Fai da trent’anni e capo gruppo del Fai per Imola, Dozza e la valle del Santerno dal 2015 -. Palazzo Sersanti, oggi sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, è un luogo ricco di storia e arte, e in occasione delle Giornate del Fai sarà interamente a nostra disposizione. Piazza Matteotti invece l’abbiamo scelta poiché è una piazza meravigliosa, dietro alla quale ci sono tantissima arte, storia e cultura da scoprire. Nella visita all’aperto i nostri apprendisti ciceroni (i ragazzi del liceo classico Rambaldi Valeriani di Imola) porteranno i visitatori alla scoperta del palazzo comunale, della torre dell’orologio, dei portici, della chiesa del Suffragio, di palazzo Riario-Sforza-Sersanti, di palazzo Gamberini, del palazzetto Bizzi e della lapide in via Giudei».

Palazzi storici e muri dipinti a Lugo
Da via Baracca a corso Matteotti, da via Emaldi a piazza Trisi, sono tanti i palazzi storici che affacciano sulle strade del centro di Lugo. Se degli edifici pubblici, come la biblioteca o il Comune, conosciamo gli interni, diverso è il discorso per quelli privati, di cui vediamo solo la facciata esterna. Prendendo spunto da un progetto del fotografo Diego Bracci, che alcuni anni fa è entrato negli edifici storici di Bagnacavallo per immortalarne i dipinti, i decori, gli affreschi, Bardelli ha pensato di portare avanti una ricerca analoga su Lugo: «Ho subito coinvolto Giovanni Baldini, esperto di storia lughese, insieme alla collega Cristina Colaci, da lungo tempo volontaria del Fai. Durante le Giornate Fai non sarà ancora possibile visitare i palazzi storici e ammirare da vicino i dipinti presenti al loro interno, ma presenteremo al pubblico questo progetto che ci sembra risponda pienamente all’obiettivo del Fai di salvaguardare e rendere fruibile al pubblico il patrimonio storico-artistico presente sul territorio».

La Palazza a Cotignola
Passando dal centro storico alle campagne, uno degli appuntamenti con il Fai in Bassa Romagna è a La Palazza di Budrio di Cotignola. Si tratta di una grande casa colonica dei primi del ‘900, miracolosamente uscita indenne dai 144 giorni di conflitto sugli argini del fiume Senio durante la seconda guerra mondiale tra il 1944 e il 1945. La famiglia Zalambani, che ne è proprietaria, ne ha fatto un centro di documentazione, realizzando nella grande stalla e negli spazi adiacenti dieci micro musei su culture, storie, tradizioni della Bassa Romagna con oggetti, attrezzi, documenti che ripercorrono tutto il Novecento. Il 25, 26 e 27 marzo i proprietari guideranno il pubblico alla scoperta di oggetti realizzati grazie al recupero e al riutilizzo di materiali bellici (visite guidate in programma ogni 40 minuti il venerdì dalle 15 alle 18.30, il sabato e la domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.30, non è necessaria la prenotazione).

L’antica pieve di Campanile
Sempre in campagna ma questa volta nel comune di Lugo, il Fai apre le porte della pieve di Campanile nella frazione di Santa Maria in Fabriago. È costituita da un campanile risalente all’XI secolo e giunto a noi praticamente intatto, e dalla chiesa attuale del 1500, costruita sopra i resti di un’antica pieve a tre navate in tipico stile ravennate, che fu completamente distrutta dalle inondazioni del fiume Santerno e della cui esistenza ci sono attestazioni fin dal X secolo. A guidare i visitatori alla scoperta della pieve, che verrà aperta da don Garbiele Ghinassi, saranno gli apprendisti ciceroni del liceo Ricci Curbastro di Lugo.
Le visite guidate sono in programma ogni mezz’ora il sabato dalle 14.30 alle 17.30, la domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30, non è necessaria la prenotazione.


Courtesy of Il Nuovo Diario Messaggero

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