Un Paese ferito

“…E quando il 2 maggio i tedeschi si arresero ufficialmente mettendo fine alla guerra in Italia, gli stessi neozelandesi che il 12 aprile avevano liberato Sant’Agata erano giunti ormai a Trieste. Le rive del Santerno erano state solo una tappa di questo cammino, ma si erano rivelate una tappa fondamentale. Il vero crollo dei tedeschi era iniziato proprio lì, sui due lati di Sant’Agata. Il prezzo era stato alto: il paese aveva subito vittime, distruzioni e mesi di paura. Nella memoria dei sopravvissuti la guerra aveva lasciato segni profondi. Ma il tempo li avrebbe guariti e gli abitanti di Sant’Agata avrebbero saputo rialzarsi e tornare a vivere” (pag. 36, Un paese ferito..dalla Nuova Zelanda a S. Agata sul Santerno, di Candido Parrucci, Armanda Capucci, Decio Testi, edizioni Stear, Ravenna).

Inevitabile pensare alle atrocità incessanti che stanno martoriando un Paese a duemila chilometri da noi. Ancora Paesi feriti, ancora vittime dell’assurda sete di potere, ancora sangue innocente, ancora massacri, ancora rovine fumanti. La storia non è maestra di vita.

Ne parleranno stasera gli autori di questo libro, Candido Parrucci, Armanda Capucci, Decio Testi, che raccontano la Liberazione di Sant’Agata in base a tante testimonianze, fra cui un toccante materiale proveniente dagli archivi inglesi e neozelandesi.

Certe immagini urlano un’attualità terribile: 77 anni dopo c’è ancora chi invoca la pace, e non solo in Ucraina.

L’evento vedrà la proiezione di parecchi filmati, compreso quello integrale relativo all’ingresso a Lugo del Reggimento indiano Japur, assieme a tanti altri provenienti dagli archivi dell’Imperial War Museum di Londra.

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