Un docufilm Rai racconterà Francesco Baracca, «anche Lugo farà parte del set»

«Una notizia che attendevamo e che ci rende orgogliosi» stando alle parole del sindaco di Lugo Davide Ranalli. Una notizia che porterà la storia di Lugo sui canali Rai: sono infatti iniziate in Veneto le riprese di un docufilm dedicato a Francesco Baracca. L’asso degli assi dell’aviazione italiana e simbolo della città di Lugo nel mondo sarà interpretato da Giuseppe Fiorello e «anche Lugo e il Museo Francesco Baracca faranno parte del set» anticipa il primo cittadino lughese.
I cacciatori del cielo è il titolo del docufilm prodotto da Anele in collaborazione con Aeronautica Militare, con Rai Documentari, in coproduzione con Istituto Luce Cinecittà e con il sostegno di Intesa Sanpaolo. Un progetto che intende inoltre celebrare il centenario della costituzione dell’Aeronautica Militare, nel 2023. Nel cast anche Luciano Scarpa, Claudia Vismara, che dà il volto a Norina Cristofori, giovane cantante lirica che vivrà un’intensa storia d’amore con Baracca, e Andrea Bosca.
«Una grande occasione per Lugo e tutto il nostro territorio – la definisce Ranalli, frutto di – un impegno fatto di relazioni e di messa a valore del grande patrimonio che abbiamo con la presenza del museo Baracca e con il lavoro di ricerca e di approfondimento realizzato in questi anni proprio sulla figura del grande aviatore. Il piccolo grande gioiello che è il nostro museo sarà parte del set di una produzione prestigiosa».
Diverse le suggestioni che sono emerse nelle ore successive all’annuncio, tra chi suggeriva luoghi da riprendere, documenti da consultare e chi immaginava già la scena finale della consegna del Cavallino Rampante a Enzo Ferrari.

Per chi volesse approfondire la figura storica del maggiore Francesco Baracca, ricordiamo che l’editrice Il Nuovo Diario Messaggero ha pubblicato nel 2021 l’inedito epistolario in  cui sono riportate oltre mille lettere che l’asso scrisse o ricevette dall’ottobre 1900 al giugno 1918. Un volume per approfondire l’uomo oltre l’eroe. «Una bussola indispensabile per orientarsi tra quanto sappiamo, quanto crediamo di sapere e quanto di lui resta ancora da conoscere» come si legge nella prefazione.


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Courtesy of Il Nuovo Diario Messaggero

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