6 agosto 1945 – 2023: “La bambina di Hiroshima” di Nâzim Hikmet, una poesia per non dimenticare

La bambina di Hiroshima di Nâzim Hikmet si inserisce con coerenza nella vita e nell’attività dell’intellettuale turco, spese in difesa degli oppressi.
Appartiene alla raccolta Poesie del 1956. Allora il poeta Nazim Hikmet (1902-1963) si trovava in esilio in Unione Sovietica. Infatti nel 1950 era fuggito dalla Turchia dove nel 1938 era stato incarcerato per le sue attività sovversive e il dissenso contro governo del presidente Kemal Atatürk.

È un accorato appello all’umanità per la messa al bando delle armi nucleari, a distanza di pochi anni dal lancio delle bombe atomiche in Giappone sulle città di Hiroshima e Nagasaki, rispettivamente il 6 agosto e il 9 agosto 1945. Più di 200mila i morti e 150mila i feriti nell’immediato.
Inoltre gli effetti delle radiazioni sui sopravvissuti o hibakusha (letteralmente “persona esposta alle bombe”) e i loro discendenti, monitorati fino ad oggi da un team internazionale di specialisti: danni congeniti al feto, problemi di crescita e di sviluppo; incidenza di tumori, leucemia, malattie croniche non oncologiche; patologie cardiovascolari, mutazioni genetiche, disturbi psichiatrici, diminuzione dell’aspettativa media di vita, danni ambientali.

Ricordare i più grandi peccati dell’umanità è un nostro dovere irrinunciabile!

“La bambina di Hiroshima” di Nazim Hikmet

Apritemi sono io…

busso alla porta di tutte le scale

ma nessuno mi vede

perché i bambini morti nessuno riesce a vederli.

Sono di Hiroshima e là sono morta

tanti anni fa. Tanti anni passeranno.

Ne avevo sette, allora:

anche adesso ne ho sette perché i bambini morti non

diventano grandi.

Avevo dei lucidi capelli, il fuoco li ha strinati,

avevo dei begli occhi limpidi, il fuoco li ha fatti di vetro.

Un pugno di cenere, quella sono io

poi il vento ha disperso anche la cenere.

Apritemi; vi prego non per me

perché a me non occorre né il pane né il riso:

non chiedo neanche lo zucchero, io:

a un bambino bruciato come una foglia secca non serve.

Per piacere mettete una firma,

per favore, uomini di tutta la terra

firmate, vi prego, perché il fuoco non bruci i bambini

e possano sempre mangiare lo zucchero.

Nella foto Wikipedia: Hiroshima dopo il bombardamento atomico

Ultime Notizie

Rubriche