Dopo il rinnovo e l’ampliamento del pronto soccorso di Lugo è tempo di occuparsi del punto nascita

Riceviamo e pubblichiamo

La conclusione dei lavori per l’ampliamento del pronto soccorso segna un passo avanti in quella che è stata per anni la battaglia per salvare l’ospedale di Lugo, che sembrava destinato a un inesorabile declino.

Nei tempi bui dei tagli lineari alla sanità decisi dai Governi che si sono succeduti alla guida della nazione, Governi di centro destra, di centrosinistra (ma senza i Verdi) e di unità nazionale, i Verdi di Lugo raccolsero oltre settemila firme e si mobilitarono anche in Regione contro il progressivo depotenziamento dell’ospedale cittadino che era stato deciso ai piani alti. Un progressivo depotenziamento che avrebbe portato l’ospedale di Lugo, che serve centomila abitanti, a essere poco più di una grande lungodegenza.

Poi con la pandemia anche i sassi compresero l’importanza dell’ospedale di Lugo, che fu destinato a ospitare i malati di Covid, spostando temporaneamente in altri ospedali i reparti, ma fu in grado di farlo proprio perché era ancora un ospedale strutturato. Anche il Presidente della Regione non mancò di sottolineare l’importanza dell’ospedale di Lugo nella gestione dei ricoveri conseguenti la pandemia.

Ora l’ospedale di Lugo deve essere ulteriormente ripristinato e anche riqualificato, riaprendo anche il punto nascita, altra questione in discussione da tempo. Per questo, però, servono dotazioni adeguate, con l’obbiettivo di far trovare tutto ciò che serve al personale che si sposta ed evitare di spostare le partorienti presso altri ospedali.

Stupisce che forze politiche che hanno avallato e continuano ad avallare tagli alla sanità, fingano di interessarsi a un ospedale pubblico.

Cosi come gli alfieri del privato accreditato che succhia fondi alla sanità pubblica.

I Verdi hanno difeso l’ospedale di Lugo e si occupano con la loro Assessora della sanità del territorio.

Gabriele Serantoni

Portavoce Verdi / Europa Verde Romagna Estense

La foto dell’Ospedale di Lugo è ripresa dal sito web dell’AUSL della Romagna

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