“Non ti disunire”, “Sì, ma che significa?”, “Lo devi scoprire da solo”.

Il dialogo finale rappresenta la cifra narrativa dell’ultimo film di Paolo Sorrentino “È stata la mano di Dio”.

Una frase che si ispira al gergo calcistico. “Non ti disunire!” è infatti un’espressione utilizzata spesso dagli allenatori per riprendere i difensori poco attenti in fase di copertura, e più in generale i giocatori che, dimenticando di avere un preciso ruolo in campo, scelgono di non esporsi. La metafora calcistica che pervade tutto il film, a partire dal titolo, fa riferimento a Maradona, al suo estro creativo, alla sua capacità di resistere ad ogni attacco degli avversari, di restare “centrato”, di risollevarsi sempre.

“Non ti disunire” vuol dire non ti disperdere dietro gli ostacoli e le crepe della vita. Lascia invece che il tuo talento si esprima, anche attraverso gli errori, le imperfezioni, rimanendo comunque “centrato” sui tuoi obiettivi.

Gli inciampi dell’agire sono proprio quelli che ci fanno crescere ma solo se non perdiamo mai di vista la nostra autenticità. Dobbiamo cominciare allora da noi stessi, dalla nostra mancata perfezione, la capacità di rimanere autentici trovando in sé un centro inamovibile che permetta di superare gli ostacoli senza mai perdere di vista l’obiettivo finale.

Rivela il tuo vero io e resta fedele a te stesso: lo scopo è rappresentato nel film dall’avere una storia da narrare.

Nessuno ci riesce se non fa prima pace con sé stesso, se non sta attaccato ai propri valori più profondi.

Sarebbe più facile raccontarsela che raccontarla. A raccontarsela si deforma la storia trovando alibi, giustificazioni, colpe, e spostando il bilanciere sempre dalla parte delle altrui responsabilità. Quando finalmente ci ritroviamo, uniti, in squadra con noi stessi, pronti a giocare in campo il nostro ruolo, allora abbiamo una storia da raccontare. E da realizzare, capaci di guidare il cambiamento che ci porterà a realizzare noi stessi, giocando la partita e stando in campo!

Magari, senza usare la “mano de dios” come fece Maradona contro l’Inghilterra ai mondiali del 1986, ma utilizzando i nostri valori e la nostra resilienza.

Tiziano Conti

Nella foto Wikipedia, Maradona (sempre contro l’Inghilterra ai mondiali del 1986) segna quello che è ricordato come “il goal del secolo”

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