Ci scrive Angelo Ravaglia

                                Le lavandaie di Lugo in mostra

 

Scomparsa negli anni Sessanta con la diffusione delle lavatrici quella delle lavandaie è stata una professione tra  le più umili e necessarie.

E’ a loro che la Biblioteca di Lugo  dedica una piccola/grande mostra ricca di testimonianze raccolte dalle volontarie del gruppo di lettura “Diamo voce alle storie”.

 

Portavano i panni, prevalentemente  lenzuola già prelavate  con il ranno, a risciacquare nel canale dei molini per poi asciugarle sui rivali erbosi- Usavano carretti e carriole per il trasporto dal centro mentre lo scanno , l’asse su cui lavoravano, era lasciato presso la casa vicina al  ponte.

In ogni stagione si occupavano del bucato dei cittadini benestanti; erano le vere proletarie di Lugo, di cui molte   vedove , come è emerso dalle accurate  ricerche d’ archivio. Un’ attività durata un paio di secoli almeno che ci ha  lasciato solo un toponimo dialettale: pont dal bugadéri ( da bucato), segnalato recentemente dal Comune con una apposita targa in dialetto, la loro lingua .

 

Bene ha fatto la Biblioteca a ricordare quest’importante aspetto della storia materiale di Lugo sempre trascurata dalla cultura ufficiale che a loro  mai ha dedicato un rigo. Solo  i pittori come Croari  e Baroni si sono ispirati al loro lavoro  in opere esposte alla mostra che ospita opportunamente, oltre alle rare foto d’epoca, molti degli strumenti di lavoro come scanni, mastelli, saponi vari, etc.

 

Fernand Braudel, lo storico francese , creatore della Ecole des Annales, massimo studioso della vita quotidiana e dei suoi cambiamenti politici, sociali e culturali, avrebbe certamente apprezzato.

 Chapeau !

                                                                    Angelo  Ravaglia

                                                   (Università popolare di Romagna)

 

PS domani,sabato 25 cm, ultimo giorno della mostra 

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