I Protopopovs e la passione per lo sport e la libertà

Sembrava Fred Astaire, per classe ed eleganza, per come sul ghiaccio scivolava con stile. Oleg Protopopov, pattinatore artistico russo, è morto a 91 anni il 31 ottobre scorso a Interlaken in Svizzera. Con sua moglie Ludmila Belousova (deceduta nel 2017) aveva rivoluzionato il pattinaggio a coppie. Li chiamavano i Protopopovs. Avevano iniziato tardi, lui a 15, lei a 16 anni. Anche il loro ultimo titolo alle Olimpiadi invernali di Grenoble (1968) arrivò a un’età tarda, 35 e 32 anni. Nessuno se lo aspettava: ma Oleg e Ludmilla mostrarono che nell’arte la bellezza non se ne va, soprattutto se su una lama sei capace di ballare sulla Sonata al chiaro di luna. Due volte campioni olimpici nel ’64 e ‘68, vinsero il primo oro nella coppia, si aggiudicarono i Mondiali di pattinaggio di figura ogni anno dal ’65 al ’68 e iniziarono la più lunga striscia di successi che l’Urss-Russia manterrà dal 1964 al 2006.

Nel ’72 però i due non vengono selezionati per le Olimpiadi di Sapporo, l’Urss opta per un’altra coppia che i Protopopovs hanno già battuto in gara. Serve novità, un pattinaggio più muscolare. Devono ritirarsi, l’ordine viene dall’alto, ma possono diventare allenatori. Però devono smetterla di essere così teatrali. E niente trasferte all’estero senza il permesso del comitato regionale. Si trasferiscono al Leningrad Ballet on Ice dove per sei anni lavorano in incognito, vengono negati loro costumi, produzioni, coreografie. Sono troppo indipendenti, non va bene. Perché insistono con la Morte del cigno e con il Sogno d’amore di Liszt?

Vincenti all’estero, ma perdenti in patria. E perseguitati. Così i Protopopovs nel ’79 voltarono le spalle all’Urss mentre erano in tour in Svizzera. Lui aveva 47 anni, lei 44. Tanta gloria, pochi soldi, una vita di sacrifici. A casa mangiavano alla mensa studentesca e sceglievano i piatti più economici: pane e senape. “Solo dopo il ’64 ci diedero un monolocale”. Una coppia inimitabile, non solo per i successi, ma per il loro stile romantico. “Non proprio pattinaggio e non proprio balletto, più nel regno della poesia”. A loro si devono l’invenzione e le variazioni della “spirale della morte” in cui un pattinatore fa girare la sua compagna sempre più in basso in cerchio fino a che la sua testa tocca quasi il ghiaccio.

Quando i Protopopovs arrivano in Svizzera chiedono solo di poter alloggiare dove ci sia un pezzo di ghiaccio su cui pattinare: lo trovano a Grindelwald, nel cantone di Berna, dall’altro lato delle Alpi. La loro diserzione è uno scandalo, soprattutto perché sono membri del partito, grandi patrioti, premiati con l’onorificenza “Maestri dello Sport dell’Urss”. Diventano nemici del popolo e i loro nomi vengono cancellati.

Ma loro sono contenti, finalmente senza vincoli, possono viaggiare all’estero. Oleg e Ludmilla solo questo chiedevano: pattinare in libertà. Esibirsi. In un dialogo d’amore tra un uomo e una donna sul ghiaccio. È quello che hanno fatto anche con i capelli bianchi.

La passione per la bellezza di un gesto sportivo, ma anche per una vita degna di essere vissuta!

Tiziano Conti

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