Valeria Giordani ci scrive: ecco la sua opinione su un dibattito molto acceso

A proposito di Fleximan

di Valeria Giordani

 

Sono stata multata ieri mattina in piazza Trisi a Lugo da una pattuglia di VVU che mi ha seguita nel giretto della piazza alla ricerca di parcheggio (quasi a passo d’uomo), fermata davanti al Teatro Rossini e multata per non avere allacciato la cintura di sicurezza. 58 euro e decurtazione di 4 punti sulla patente.

Ora, di per sè la cintura ‘di sicurezza’ non è un presidio di sicurezza ma di riduzione del danno in caso di incidente (che nel giro della piazza con anello-aiuola centrale alla ricerca di parcheggio, quanto a velocità, è un rischio di danno al conducente molto limitato). Ma è noto l’accanimento di questi ‘lavoratori della sicurezza’ verso la donna di mezza età su macchinetta utilitaria e magari dimessa, perchè lì qualche irregolarità magari amministrativa (come une revisione che il marito o il figlio non ha fatto, come una patente dimenticata in altra borsa, come una cintura di sicurezza non allacciata nel tragitto tra un parcheggio cittadino e un altro) si trova, e il lavoro quotidiano di portare a casa un tot di multe è facile. Diverso è inseguire un pirata della strada (come è avvenuto pochi giorni fa nelle campagne di Bagnacavallo, meravigliandomi molto, clamorosa eccezione e tanto di cappello a quella pattuglia) tra i filari di viti e danneggiando l’auto d’ordinanza. Mi ha stupito anche perchè credo di aver incrociato e quindi visto con i miei occhi il comportamento di quel guidatore folle pochi giorni prima sulla comunale Cogollo. Mi ha stupito perchè nella società in picchiata di decadenza in cui viviamo, il lavoro da parte degli ‘addetti’ è generalmente inteso come svolto sbrigativamente, più facilmente, con minore impegno, risultati facili e più tutele sindacali possibile.

Ma l’accanimento della giornata per la cintura di sicurezza di qualcuno intento a parcheggiare in piazza, il semaforo sulla S.Vitale tarato con l’arancione a tre secondi poi scatta il rosso (e pioggia di multe a Bagnacavallo), l’autovelox a Mezzano (18 mila multe in 40 giorni, all’80% per velocità sotto i 60 km orari, multe ricevute a partire da 20 giorni dopo quindi c’è chi ne ha ricevute 10 e più prima di capire che il limite di velocità- non indicato- non è i 70 ritenuti sulla Statale ma i 50 ‘sottintesi’ e non indicati nel cartello che indica la località: ma con un incasso di 1milione 200mila in 40 giorni, due cartelli di limite dei 50 non ce li si poteva permettere? Per non parlare di un cartello ‘rilevazione elettronica della velocità’ nascosto da fronde) mette a fuoco un concetto che i cittadini ahimè hanno capito (e le conseguenze sociali, di cui il largo consenso sottovoce a Fleximan è un sintomo, ci sono): gli amministratori, parlando di provvedimenti improntati alla sicurezza, mentono sapendo di mentire.

E lasciamo stare i dati e le statistiche (molto discutibili i criteri) sui danni da velocità. Questo è l’escamotage di sviar discorso. Certamente la velocità aumenta il danno e riduce la capacità di reagire al pericolo, e la velocità (eccessiva) è uno dei tanti comportamenti irresponsabili, ma quella di 10 km/h in più è un alibi. La multa facile e pretestuosa non induce a una maggiore responsabilità nella guida, ma alla decadenza del contenuto della regola e a un fatalismo rassegnato alla prepotenza (e mancanza di etica) indicando chi esercita un potere di vessazione per stipendio sicuro e per mandato di fare cassa a qualunque costo, e spesso a danno dei più deboli per evidenza della tipologia del mezzo. Non fa bene alla responsabilità e non fa bene alla società.

VALERIA  GIORDANI

Ultime Notizie

Rubriche