Ci scrive Angelo Ravaglia

Il cineclub Fuori Quadro in coprogettazione con il Comune di Bagnacavallo organizza 5 proiezioni del film candidato all’Oscar Perfect days    di Wim Wenders, collaboratore di Michelangelo Antonioni e Tonino Guerra.          

A partire da oggi, cinema Palazzo vecchio , ore 21 : venerdì  16, sabato 17 e domenica 18, martedì 20  e  mercoledì 21 febbraio alle ore 21

                                       Perfect days a Tokyo

I perfect days  (giorni perfetti) sono quelli di Hirayama, un sessantenne addetto alle pulizie dei bagni pubblici di Tokyo.

Si può fare un film, meglio un documentario, su una simile vicenda?

L’esperimento di Wim Wenders è riuscito grazie anche allo sceneggiatore giapponese  Takasaki che ne ha fatto una metafora del Sol levante ancora sospeso tra la mentalità del passato ed il presente della globalizzazione in cui è immerso.

 Il protagonista, svolge il suo lavoro con metodo, accuratezza, precisione, come fosse un rito. Anzi, la sua vita è un rito, caratterizzata dal culto dell’igiene personale e da una routine di gesti quotidiani . Di fatto è un monaco laico,  vive da solo ad un passo dal voto del silenzio, ma è attento alla bellezza delle piccole cose dietro l’angolo:gli alberi,i libri, la musica… Appartiene decisamente al passato;rifiuta la modernità del digitale nelle macchine fotografiche, gli smart phone ed ascolta solo le videocassette con le colonne sonore rock degli anni Sessanta. Sembra voglia fermare il tempo, quasi fissarlo.

“ Perchè pulisci così bene, se inevitabilmente dopo un po’ sarà tutto come prima ?”gli chiede il suo giovane aiutante Takashi rivelando così la mentalità dei giovani di oggi, che peraltro lui aiuta volentieri quando può.

Oppure la giovane mamma nevrotizzata dalla metropoli che non ringrazia  dopo che Hirayama le ha recuperato il bambino da lei  “dimenticato” alla toilette. Solo il bambino saluta alla fine ( un tocco di poesia).

“ Continui a pulire i bagni pubblici?” gli chiede la ricca sorella  a mo’ di rimprovero quando va a  trovarlo per recuperare la figlia adolescente che si era rifugiata da lui evidentemente stanca del modello culturale imposto . 

Impossibile non citare, infine, il perfetto protagonista Koji Yakuso la cui faccia sembra tratta dal film i Sette samurai  del grande  Kurosawa.

Grazie a Wenders oggi sappiamo qualcosa in più sul Giappone senza uno stressante viaggio aereo. 

In sintesi, un capolavoro. Sarebbe piaciuto a Tonino Guerra e ad Antonioni che girò nel 1948 un filmato sugli spazzini di Roma.

 

info   : 340.5919531                                                   Angelo  Ravaglia 

 

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