Ma io chi sono?

SECONDO APPUNTAMENTO COL CINEFORUM OFFERTO DALL’ASSOCIAZIONE ALZHEIMER

Presentato in maniera chiara ed efficace nella sua tematica e nel suo svolgimento, The father, un film di Florian Zeller del 2020 ieri sera ha commosso profondamente i numerosi presenti nella sala Codazzi della biblioteca Trisi. Il geriatra, dottor Franco Stefani, ha infatti premesso che saremmo stati trascinati nella mente sempre più fragile del protagonista e nella sua difficoltà nella gestione di ricordi, contesti, affetti, avvenimenti quotidiani. Ci siamo immedesimati in un invecchiamento che porta con sè rabbia, sensi di colpa, barlumi di lucidità, dimenticanze, disorientamento, confusioni temporali e spaziali, rievocando situazioni già vissute con i nostri cari o semplicemente temendo di sprofondare in uno spaesamento senza agganci, senza certezze: “Chi sono io?”, “Sono un albero che perde le foglie ad una ad una”, le parole di Anthony, un anziano che non si rende conto della sua malattia e del suo progredire e rifiuta l’aiuto continuo, diretto e indiretto della figlia Anne, sempre più preoccupata e avvilita nel vedere il padre perdere la sua lucidità e nel contempo bisognosa di gestire in libertà la propria vita affettiva. E’ figlia e vittima di un uomo che la mette in continuazione alla prova, disorientato fra frammenti confusi che non riesce a ricomporre, catapultato in una realtà in cui ha pochi punti fermi, il suo orologio, il pollo arrosto, il ricordo di un’altra figlia che non vede da tempo, di cui ha solo un quadro, ma non la notizia del decesso. Anne è costretta a piangere la perdita del padre anche se è ancora vivo, ma senza identità.

Manca nel film la progressione narrativa comunemente intesa, mancano spiegazioni, i personaggi minori sono improvvisamente interpretati da nuovi attori e l’unico punto fermo è lo sguardo sperduto di Antony.

Il geriatra ha concluso la serata con spiegazioni esaurienti e risposte efficaci ai numerosi quesiti esposti dai presenti, molto coinvolti emotivamente dalla drammaticità della tematica.La rassegna proseguirà il 17 aprile con Una sconfinata giovinezza, di Pupi Avati e il 22 maggio con la Memoria delle emozioni, di Marco Falorni. L’Associazione Alzheimer prosegue così, dopo il film Florida, il suo viaggio negli aspetti della malattia: il rapporto genitori-figli, il punto di vista del paziente, la relazione di coppia, la comunicazione attraverso le emozioni. L’ingresso è libero, l’orario di inizio è 20.15

Lucia Baldini; foto di Luisa Foresti (associazione Alzheimer)

 

Ultime Notizie

Rubriche