Parliamo di intelligenza artificiale

Valeria Giordani intervista per noi Pierluigi Zama Ramirez

Parliamo di intelligenza artificiale

Intervista a Pierluigi Zama Ramirez

 

Parliamo di intelligenza artificiale. Un tema che ottiene in questo momento l’attenzione curiosa ma anche preoccupata dell’opinione pubblica. La preoccupazione è che in un certo senso la tecnologia ‘prenda la mano’ all’umanità, all’intelligenza umana: il timore è quello di essere come ‘colonizzati’ da un’ intelligenza indipendente da noi, e quindi di non avere gli strumenti necessari per governare cambiamenti che potrebbero travolgerci. E’ ragionevole questa diffidenza?

In una serata – l’ultima riunione del Rotary club di Lugo – Presidente Simonetta Zalambani- hanno ascoltato l’ospite Pierluigi Zama Ramirez, lughese, ingegnere informatico 31enne, ricercatore RTDA presso l’Università di Bologna e docente al corso di laurea in Meccatronica istituito da Unibo a Lugo.

Pierluigi Zama Ramirez con la Presidente Simonetta Zalambani

Cerchiamo di riportare nell’intervista a Pierluigi Zama Ramirez i contenuti della serata.

Quali temi ha affrontato?

La presentazione-racconta- era incentrata sulle applicazioni e i più recenti sviluppi degli ultimi anni: come la visione artificiale (elaborazione di immagini e video) e l’elaborazione del linguaggio.

In che cosa consiste l’elaborazione?

Da un discorso, una frase, un testo, una domanda, una immagine le intelligenze artificiali elaborano per estrarre informazioni e contenuti, poter rispondere/ riassumere/ estrapolare.

Recenti applicazioni (elaborate negli ultimi uno, due anni) combinando visione e linguaggio, con gli ultimi sviluppi della ricerca portano modelli di intelligenza artificiale a elaborare informazioni visive e testuali in contemporanea.

Per esempio?

Applicazioni possibili oggi sono ad esempio lo sviluppo di tecnologie sulla guida autonoma (l’auto ‘che si guida da sola’). O nella robotica, tutto ciò che si può fare con un braccio robotico: si pensi alla chirurgia, ma anche alla messa a punto di umanoidi in grado di compiere operazioni sempre più complesse.

Entriamo in questo futuro?

Andiamo nella direzione di operazioni interessanti, questo è lo sviluppo anche se non siamo ancora in grado: il campo delle potenzialità comprende biologia, medicina, chirurgia.

Sono sviluppi che provocano anche qualche preoccupazione ?

Le applicazioni positive rendono la tecnologia in grado di migliorare la qualità della vita in campo medico, di servizi, di automazione. C’è anche l’ attenzione ai rischi: la considerazione etica è sempre in mente quando si sviluppano tecnologie così innovative.

E’ percepito un lato insidioso?

Ci si lavora: tecnologie generative di immagini e video devono essere regolamentate su un piano legislativo e di ‘governance’. Si pensi al rischio di diffusione di contenuti fittizi. Oggi non è facile riconoscere a occhio nudo contenuti artificiali, immagini costruite artificialmente ma apparentemente perfette: magari un esperto individua degli indizi e dubita dell’autenticità, ma si deve andare oltre, e si stanno elaborando tecnologie per riconoscere i contenuti artificiali.

Abbiamo già nella nostra vita quotidiana esempi di applicazioni dell’intelligenza artificiale?

Sì, ci conviviamo già: sono diffusi traduttori (come Google), assistenti vocali (come Syria, Alexa) o sistemi come il riconoscimento facciale nel telefonino.

Disponiamo di software per dialogare, conversare, chattare: possiamo chiedergli cose,

anche aiuti per scrivere testi, correggere ma anche conversare. Il software  ti risponde in base alle sue ‘conoscenze’ dovute all’ addestramento su miliardi di dati. Senza però dimenticare che siamo noi  con mente critica a ricevere ma anche a dover analizzare se effettivamente il suggerimento o la risposta sono corretti o sbagliati. Affidarsi è un errore. Non viene meno la necessità di sviluppare una mente critica, e ancora di più, di studiare e conoscere. La tecnologia aiuta e mette a disposizione una quantità di soluzioni e strumenti, ma non viene meno la necessità della mente umana per ricontrollare i procedimenti e i risultati: non comporta affatto di delegare la scelta della soluzione o di impigrire la mente.

Su questo aspetto abbiamo già nella vita quotidiana delle esperienze: ad esempio, se io scrivo messaggi usando la funzione dettatura, spesso il sistema mi anticipa scrivendo una parola o completando una frase come ‘si aspetta’ (presumibilmente secondo la frequenza d’uso dell’espressione nel web in quel momento, anche con effetti di equivoco esilaranti: una volta io concludevo un messaggio scrivendo “E’ questione di fede” e il sistema ha scritto “E’ questione di FEDEZ”…con effetto immaginabile (io non ho riletto…) in un momento in cui il personaggio riempiva le cronache ed evidentemente il nome ricorreva massicciamente. Ho compreso che bisogna rileggere, non fidarsi delle soluzioni suggerite dal sistema).

Ma…il pubblico, gli ascoltatori, sono usciti dalla serata secondo Lei più informati o più perplessi per  i cambiamenti che ci attendono?

Indubbiamente, colpiti dai progressi degli ultimi anni; e c’è un certo grado di preoccupazione per il futuro. E’ chiara la necessità di ragionare seriamente sulla materia, di conoscerla per gestirsi al meglio.

Lei è anche docente nel corso di laurea in Ingegneria Meccatronica istituito a Lugo da Unibo. Di una materia (Meccatronica) il cui stesso nome, se facessimo un sondaggio, risulterebbe una totale novità per i più. E a Lugo ha assunto dimensioni importanti per numero di iscritti  e per sbocchi professionali il Polo tecnico professionale/Ist.Itgc G. Compagnoni- 82 classi con 1700 studenti, un recentissimo corso quadriennale sull’intelligenza artificiale. Possiamo considerare questi corsi di studi e di laurea a Lugo, con l’innovatività delle materie, un’eccellenza?

Indubbiamente il nostro è un corso di laurea ‘professionalizzante’ (ndr: a indirizzo professionale, triennale, una trentina di iscritti a Lugo; a numero chiuso, 110 posti distribuiti tra Lugo, Imola e Bologna; Campus Unibo, con l’importante appoggio del Centro ricerche Unitec, ubicazione nell’ex sede della coop Iter; ha costituito l’arrivo di una sede dell’Università di Bologna a Lugo, inaugurazione il 29 ottobre 2022). Concentra la formazione in specifiche direzioni evitando lunghi tempi e percorsi, e immettendo nel mercato del lavoro professionalità specifiche, e oggi necessarie.

Oggi Lugo offre ai giovani l’opportunità di una formazione specifica in questo innovativo settore.

VALERIA   GIORDANI

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