Lugo e San Lorenzo celebrano San Giuseppe Lavoratore

LUGO E SAN LORENZO CELEBRANO ASSIEME LA RICORRENZA DI SAN GIUSEPPE LAVORATORE IL 1° MAGGIO

Al termine, una testimonianza su LIBERA e il lavoro possibile nei beni confiscati alle mafie

Dopo oltre vent’anni di rotazione della presenza nelle Chiese della città, la celebrazione della Ricorrenza di  San Giuseppe Lavoratore sarà celebrata nella Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo in Selva, frazione di Lugo,  con il programma che viene riportato qui di seguito. Il Coordinamento di Lugo dell’Ufficio Diocesano della  Pastorale del Lavoro ha pensato di “forzare” i rigidi confini territoriali e proporre una modalità di gemellaggio,  tramite i locali Circoli A.C.L.I. e con l’assenso dei rispettivi Vicariati, che prevede una celebrazione congiunta,  appunto, per le ore 10,00 del 1° Maggio 2024, presso la Chiesa di San Lorenzo, in via dei Bartolotti, 9.

La Santa Messa sarà celebrata dal Parroco don Angelo Vistoli e al termine il Responsabile provinciale  dell’Associazione LIBERA, fondata da don Luigi Ciotti, intratterrà brevemente i presenti sul tema “I beni  confiscati alle mafie, occasione di riscatto sociale e di lavoro professionale e qualificato”.

Concluderanno la celebrazione la consueta benedizione di macchine agricole e di moto-autovetture e un  aperitivo offerto dai Circolo A.C.L.I. di Lugo e di San Lorenzo.

La riflessione su un tema inerente il mondo del lavoro ha indotto i promotori ad affrontare aspetti che creano  spesso scalpore e indignazione: il fenomeno mafioso in genere, i riflessi che lo stesso ha sull’economia e sulla  pacifica convivenza nei territori, i patrimoni che vengono accumulati attraverso attività criminose. Fermarsi  a queste valutazioni dimostra certo senso di responsabilità morale, ma trascura quanto oggi si può fare per  ridare vita e dignità a beni ed imprese che sono stati e sono continuamente sequestrati alle mafie ma  rimangono spesso inutilizzati e sottoutilizzati rispetto ai loro potenziali.

A volte ci viene proposto l’acquisto di una bottiglia di olio o di vino che presenta la caratteristica di provenire  da una cooperativa sociale costituita da un’associazione di LIBERA TERRA e che gestisce terreni confiscati e  rimessi in produzione con matrice legalitaria. Ma questa non rappresenta che una minima parte di una grande  realtà sulla quale manca molto spesso adeguata informazione circa i rimedi che si possono porre a quanto la  malavita organizzata distrugge, e non solo nelle regioni che sono da noi bollate frettolosamente con lo stigma  dell’illegalità, ma anche nella nostra, che pure dovrebbe avere gli anticorpi necessari e sufficienti per potersi  dichiarare estranea al fenomeno mafioso.

Ma non è così! E su questo tema ci introdurrà Carlo Garavini, Coordinatore di LIBERA per la provincia di  Ravenna: attraverso l’enunciazione di episodi e di indicatori che rappresentano il fenomeno mafioso anche  nelle nostre terre, potremo renderci conto quanto possiamo fare per creare occasioni di lavoro “buono” per  giovani e disoccupati e dargli continuità attraverso l’organizzazione di imprese rilevanti sotto gli aspetti sia  economico, sia sociale. Un altro modo per creare condivisione e coesione facendo crescere buoni frutti da  un terreno che l’avidità e il malaffare avevano inaridito. Le leggi e le procedure per attivare politiche attive  esistono: occorre un impegno determinato per dar loro corpo e consistenza, e questo rappresenta l’impegno  civile di cui è doveroso farsi carico anche nello spirito della pastorale del lavoro.

Raffaele Clò

Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro – Coordinamento di Lugo

Ultime Notizie

Rubriche