Venerdì 10, ore 20,45 al Liceo di Lugo “Non abbiate paura!”

Da don Francesco Ricci ad Aleksej Naval’nyj nel segno del coraggio e della certezza. Sacerdote forlivese scomparso negli anni ‘90 il primo, attivista e politico russo morto a inizio 2024 il secondo: due soggetti che apparentemente non dovrebbero avere nulla in comune.

Eppure le loro storie saranno protagoniste nell’incontro Non abbiate paura!, organizzato dai centri culturali Umana Avventura di Lugo e Ferrara in collaborazione con gli Amici di Don Beppe e il liceo di Lugo. Ospiti della serata di venerdì 10 maggio – inizio alle 20.45 nell’aula magna in viale degli Orsini, 6 – Adriano Dall’Asta, vicepresidente della Fondazione Russia Cristiana nonché grande conoscitore degli avvenimenti della Russia contemporanea, e Annalia Guglielmi, scrittrice, traduttrice e tra le fondatrici del Centro studi dell’Europa orientale (Cseo), voluto proprio da don Ricci.

Partendo dalla figura del sacerdote forlivese, va riconosciuto come «don Francesco Ricci segnò una grande apertura in un momento difficile della storia dell’est Europa, contrassegnato dalle persecuzioni dei cattolici» spiega Katia Sgalaberna, tra gli organizzatori dell’incontro. Erano i primi anni ’60 quando partì prima per la Jugoslavia poi per la Polonia, dove conobbe tra gli altri anche l’arcivescovo di Cracovia Karol Wojtyla, futuro papa Giovanni Paolo II.

Katia ha personalmente conosciuto don Ricci negli anni universitari e il ricordo non può che essere toccante: «Ho avuto l’onore di incontrarlo quando veniva a pranzo a casa nostra: è stato un uomo eccezionale. Non è un caso che proprio in queste settimane il presidente della Polonia abbia conferito la croce di commendatore al merito della Repubblica di Polonia al vescovo di Forlì, per l’opera svolta da don Francesco Ricci “per i meriti avuti nel sostenere la Polonia in un momento di cambiamento totale”».

Il secondo protagonista della serata, come detto, sarà Aleksej Naval’nyj, più volte comparso su quotidiani e tg nazionali negli ultimi anni. «È un personaggio contraddittorio ma che, dopo la sua conversione al cristianesimo, ha trovato la forza di lottare contro la corruzione in nome di una libertà più grande – riprende Sgalaberna -. È diventato il volto del coraggio civico in un momento in cui tutto era offuscato della paura. Al di là della posizione politica, ci colpisce il fatto che un vero incontro può cambiare la vita di un uomo».

Perché, allora, affiancare due personaggi tanto diversi? «Li accomuna il loro coraggio propositivo – conclude Sgalaberna -. Entrambi interrogano noi cristiani di oggi e ci spingono a riflettere. L’amicizia dei credenti è una novità per tutto il mondo, novità in grado di portare un cambiamento radicale».

Davide Santandrea – “Courtesy de Il Nuovo Diario Messaggero”

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