Venerdi 24 maggio ore 21,00 – Giuseppe Bellosi interpreta Raffaello Baldini e Giovanni Nadiani

Venerdi 24 maggio ore 21, alla Sala Estense della Rocca di Lugo lo scrittore Giuseppe Bellosi  interpreterà alcune delle poesie più famose di Raffaello Baldini (“E’ bal”, “La córsa”, “Guëra”, “Ch’or’ël?”) e alcuni brani dei suoi monologhi teatrali (in particolare tratti da “Zitti tutti!” e “La Fondazione”). Poi sarà la volta dei testi di Giovanni Nadiani, dall’antologia “Incion”, recentemente curata dallo stesso Bellosi, per la Società Editrice Il Ponte Vecchio di Cesena.
Baldini (1924-2005) e Nadiani (1954-2016) sono sicuramente i più originali autori di poesie e testi teatrali in dialetto romagnolo degli ultimi decenni del Novecento e degli inizi del Duemila.
Nel 1994 fu approvata, prima in Italia, la legge regionale dell’Emilia-Romagna per la salvaguardia e la valorizzazione dei dialetti. La legge aveva come primo firmatario l’allora consigliere dei Verdi Paolo Galletti. Abolita nel 2013 con l’intento di semplificare la legislazione regionale, la legge sui dialetti fu reintrodotta nel 2014 (primo firmatario il consigliere Zoffoli), sempre su sollecitazione dei Verdi e grazie in particolare al contributo dello scrittore Giuseppe Bellosi che coordinò le associazioni interessate, che avevano protestato pubblicamente contro la cancellazione della legge.
I dialetti e le lingue locali sono paesaggi dell’anima e come tali vanno tutelati e valorizzati. Scriveva Tonino Guerra: “In dialetto non si può parlare di Dio, ma con Dio”.
Nel triennio 2020-22 la Regione Emilia-Romagna ha finanziato iniziative e progetti collegati alla legge n. 16/2014 per 270 mila euro. Tra questi vanno ricordati in particolare l’insegnamento del dialetto nelle scuole dell’infanzia e i video “Romagna slang” realizzati dall’Istituto Friedrich Schurr di Santo Stefano di Ravenna, associazione per la tutela del dialetto romagnolo.
“Nei giorni scorsi è uscito un nuovo bando regionale che mette a disposizione 100 mila euro per Comuni, Unioni comunali, Province e Città metropolitana di Bologna, associazioni culturali e organizzazioni del terzo settore” – sottolineano con soddisfazione Paolo Galletti, co-portavoce regionale Europa Verde-Verdi Emilia-Romagna, e Silvia Zamboni, capogruppo di Europa Verde e vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna -.“Il dialetto, che sarà messo al sicuro in archivi sonori, trova oggi nuova vitalità nel teatro, nella musica, perfino sui social. Durante l’alluvione del maggio 2023 lo slogan in dialetto cesenate “tin bota” (ten bota in ravennate) ha spopolato, a cominciare dalla Presidente dell’Unione europea Ursula von der Leyen.
Altro che cultura radical-chic da salotto: i Verdi da sempre valorizzano la cultura popolare, che racconta le vicende umane nel fondamentale contesto dell’ambiente naturale”.

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