80 candeline per le Acli

VISITA DELLE ACLI NAZIONALI A PAPA FRANCESCO NELL’80 ESIMO ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE

Avendo ottant’anni siete un po’ più giovani di me”, ha così esordito Papa Francesco nel suo discorso alle Acli (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) , nell’udienza in Sala Nervi per gli 80 anni dell’associazione, in cui ha sottolineato che “le Acli sono un luogo dove è possibile incontrare dei “santi della porta accanto”, che non finiscono sulle prime pagine dei giornali, ma a volte cambiano concretamente le cose, in bene!”. Ha poi rivolto un pensiero alle “tante persone che, attraverso le Acli, hanno dedicato la loro vita al servizio dei lavoratori, dei pensionati, dei giovani, degli stranieri e di tanti che si trovano in situazioni di bisogno”.

Erano seimila gli Aclisti presenti all’evento, per questo compleanno speciale, che reca in sè doni di inclusione, di conoscenza, di competenza, che quotidianamente sono al fianco di chi chiede risposte a tutti i livelli dell’esistenza.

Il Santo Padre ha messo in evidenza cinque caratteristiche dello “stile” dell’associazione.

“La prima è lo stile popolare – ha detto -. Si tratta non solo di essere vicini alla gente, ma di essere e sentirsi parte del popolo”. Il movimento aclista aiuta il passaggio dall’io al noi, in un’ottica di elaborazione di progetti di bene comune alla costante ricerca delle vie e delle modalità per realizzarli”.  Ha così definito la vocazione dei circoli, 4000 in Italia: aprire le porte e tenerle aperte, accogliere le persone, permettere loro di costruire legami di solidarietà e senso di appartenenza, per intraprendere insieme un cammino di integrazione che sviluppa ‘una cultura dell’incontro in una pluriforme armonia‘ “.

Le altre caratteristiche poste il luce dal Papa sono state “lo stile sinodale: lavorare insieme, collaborare per il bene comune è fondamentale”. Quindi lo “stile democratico“, quello “pacifico“, e infine lo “stile cristiano“.

In queste parole troviamo il pensiero di Achille Grandi, fondatore e primo presidente delle Acli, la cui visione è attuale ancora oggi, permeata com’è di inclusività, di presa di coscienza della centralità del lavoro e della dignità di ogni lavoratore. Ispirato dalla Rerum Novarum, enciclica promulgata da Papa Leone XIII nel 1891, ha tracciato un percorso che ha condotto alla realizzazione di una grande rete di servizi, imprese, progetti e associazioni, in un’ottica di vera democrazia, partecipata, rinnovata, feconda.

Per questo, ha aggiunto Francesco, “è importante il molto lavoro che fate soprattutto per sostenere chi rischia l’emarginazione: i giovani, ai quali in particolare destinate le iniziative di formazione professionale; le donne, che spesso continuano a patire forme di discriminazione e disuguaglianza; i lavoratori più fragili e i migranti, che nelle Acli trovano qualcuno capace di aiutarli a ottenere il rispetto dei propri diritti; e infine gli anziani e i pensionati, che troppo facilmente si ritrovano ‘scartati’ dalla società. E questa è un’ingiustizia”.

E’ quindi quello delle Acli un servizio importante, che va oltre l’ambito dell’assistenza, in quando tende costantemente a “promuovere la dignità di ogni persona e la possibilità che ciascuno possa mettere in campo le proprie risorse e il proprio contributo“.

Solo così potrà regnare la pace in questo mondo così martoriato, così bisognoso di dialogo e riconciliazione, e l’impegno aclista può promuovere questa cultura rigettando ogni forma di violenza e di sopraffazione. Fondamentale è stato l’invito a essere spazi in cui “affermare che la guerra non è mai inevitabile e che la pacifica convivenza è sempre possibile”, a ogni livello, nelle famiglie, nella società e nei luoghi di lavoro: una sfida che vede impegnati coloro che ogni anno erogano servizi a circa 3 milioni e mezzo di persone solo in Italia, ma è attiva anche all’estero, in nome della salvaguardia della convivenza civile e del rispetto della vita umana.

 

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