Elezioni europee

Elezioni europee 2024: torniamo al “Codice di Camaldoli”

Quando nel luglio 1943 le menti migliori del cattolicesimo italiano si ritrovarono a Camaldoli, sotto l’impulso del Papa XII, l’Italia stava attraversando uno dei periodi più cruciali della propria storia. Il regime fascista stava crollando e quindi si trattava di porre le basi per una ricostruzione del Sistema Italia. Per farlo era essenziale il contributo del mondo cattolico, in primo luogo culturale e quindi politico.

Il Presidente della Cei Card. Matteo Zuppi ha ricordato l’anno scorso quell’anniversario, con una prolusione introduttiva al Convegno “Il Codice di Camaldoli”, svoltosi il luglio passato; una prolusione davvero di altissimo profilo, che merita anche oggi adeguata divulgazione e meditazione.

Non ci permettiamo qui di sintetizzarla, ma solo di metterne a fuoco taluni contenuti, che ci appaiono davvero importanti, alla vigilia come siamo di un passaggio elettorale come dell’8 e 9 giugno per l’appuntamento europeo. E ciò perchè oggi, come allora, siamo convinti che sia decisiva una riscossa dei cattolici italiani in primo luogo culturale, nel mondo segnato da guerre e divisioni epocali del tutto inedite nella loro gravità almeno per i tempi recenti. Infatti, come Camaldoli impresse un impulso di pensiero per la ricostruzione del Paese, anche oggi avvertiamo la necessità che il cattolicesimo democratico contribuisca a rilanciare un ideale di Europa per le nuove generazioni, di elevato profilo etico, che stia al di sopra dei pur necessari tecnicismi.

In primo luogo, la necessità di difendere la pace. No, non lo si fa secondo la massima latina, per cui, se vuoi la pace, prepara la guerra. No, se vuoi la pace, come predica Papa Francesco, prepara la pace. E ancora deve essere ben chiaro che pace e democrazia sono un binomio inscindibile: “aiutare l’una rafforza l’altra. La democrazia appare infragilita e in ritirata nel mondo. E questo infiacchimento è sempre cattivo presagio per la pace”.

La pace poi non esiste senza rispetto dei valori della persona; valori che parlano di giustizia, libertà e solidarietà. Centrale il valore dell’accoglienza, quello per cui “sia accolto come fratello e sorella chi fugge da grandi povertà, da pericoli gravi o di morte”. Altro che accordi con l’Albania, operazione di scarsa trasparenza e a prezzo di esorbitanti quantità di monete sonanti, solo per rassicurare la pancia del nostro pavido egoismo!

Ancora un esempio: la lotta contro le indigenze, stimate in Italia l’anno scorso il doppio che nel resto d’Europa.

Dunque cosa significa oggi, a poche ore dalle elezioni europee, tornare a Camaldoli? Significa prendere l’iniziativa e perciò assumersi delle responsabilità. Perchè la responsabilità senza iniziativa è lettera morta.

Per questo, per quanto sopra pur succintamente detto, noi invitiamo alle europee a sostenere il PD, partito di sicura vocazione europeistica. Non è certo un partito di ispirazione cristiana (come si intendeva una volta) anche se una componente significativa di Amici ha contribuito a costituirlo, poi a sostenerlo, ma la sua politica ci appare, specialmente in chiave europea, la più compatibile con il nostro sistema culturale di valori socio politici: d’altronde il “padre fondatore” Romano Prodi ci ha insegnato la ricerca di elementi di unità e la condivisione degli obiettivi cardine.

In un partito per altro molto composito, anche la scelta dei candidati è fondamentale. Per questo, potendosi esprimere fino a tre voti di preferenza, noi ci sentiamo di sostenere le figure di Stefano Bonaccini, Alessandra Moretti e Giuditta Pini.

Certo, una scelta di condivisione, ma – ne siamo convinti – una scelta responsabile.

Raffaele Clò

Franco Ricci

Luciano Tarozzi

 

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