Oggi, sabato 25 maggio è la giornata regionale “Io mi prendo cura di te”. Entro fine giugno è prevista la presentazione di un progetto di legge regionale. La Regione Emilia-Romagna, con un progetto di legge, intende definire e il riconoscere il ruolo del “caregiver familiare”: persone che quotidianamente, in maniera del tutto gratuita, assistono un familiare con disabilità grave o un anziano malato.I caregivers svolgono un prezioso lavoro di cura, facendosi carico di un compito difficile e gravoso; ciononostante sono figure quasi “invisibili”, nel senso che sono completamente ignorate dalla legislazione del nostro Paese.
Proprio per sensibilizzare la cittadinanza e valorizzare il ruolo del familiare che si prende cura, per oggi sabato 25 maggio è stato organizzato il Caregiver Day Regionale “Io mi prendo cura di te”.
Da alcune indagini campione sui caregivers in Emilia-Romagna emerge che più della metà degli over 65enni disabili riceve aiuto dai familiari; generalmente si tratta di donne, che hanno più di 50 anni e non necessariamente hanno smesso di lavorare.
Numeri che confermano come l’azione dei caregivers, figure sempre più centrali nel nostro sistema di welfare, non possa essere guidata solo da affetto e buon senso.
Tra le misure previste nel progetto di legge, coordinato dalla collega Paola Marani del Partito Democratico, forme di riconoscimento della professionalità acquisita negli anni come “assistente familiare”, da poter spendere nella ricerca di un lavoro futuro.
Il testo conterrà il riconoscimento dei diritti di una figura che riteniamo essere una componente irrinunciabile della rete di assistenza alla persona, protagonista delle politiche di domiciliarizzazione dei trattamenti socio-sanitari.
Innanzitutto il diritto all’informazione sul percorso di cura della persona assistita, con l’istituzione di un referente medico o socio-assistenziale responsabile del caso.
Poi quello alla formazione e all’aggiornamento, con corsi di addestramento anche gratuiti per imparare a usare ausili e strumenti necessari all’assistenza.
Terzo, la possibilità di periodi di riposo e sollievo, anche per permettere ai caregivers di essere sostituiti in caso di bisogno.
Poi, l’istituzione di servizi di supporto psicologico, magari con l’esenzione dal ticket delle visite specialistiche per le patologie che derivano, talvolta, dal prestare in modo continuato assistenza. Ma anche la creazione di forme di tutela assicurativa, a carico del fondo per la non autosufficienza.
Infine, la legge cercherà il modo di inserire nella contrattazione di secondo livello forme di conciliazione lavoro-cura per i caregivers che continuano a lavorare.
Tutto questo in un’ottica di innovazione socio-sanitaria che permetta di corrispondere, in modo sempre più diffuso e personalizzato, ai bisogni di cura ed assistenza.
Anche a questo scopo la Regione promuoverà l’associazionismo dei caregivers familiari e assicurerà la partecipazione delle loro rappresentanze associative alla concertazione per la programmazione dei Piani di zona distrettuali per la salute e il benessere sociale.
Damiano Zoffoli
Consigliere regionale PD





