AVVISO

Ci scusiamo con i lettori e gli inserzionisti se nei seguenti giorni il giornale uscirà in forma ridotta, stiamo cercando di ripristinare al più presto il servizio. Vi invitiamo a contattarci per collaborazioni o segnalazioni alla seguente email: pavaglioneagenda@gmail.com

sabato 15 maggio 2021

Ci siamo!


 Da lunedì la biblioteca Trisi di Lugo, sezione ragazzi, può di nuovo accogliere famiglie, ragazzi e bambini per studiare e scegliere direttamente i libri dagli scaffali, lasciando intatta la possibilità di prenotazioni e consegne a domicilio.

Anche quest'anno la sezione Ragazzi partecipa alla campagna nazionale del Cepell "Il maggio dei libri" con una nuova edizione  de "Il Maggiolino dei libri...a Lugo"

Il programma di quest'anno prevede, dal 15 maggio al 15 giugno, una rassegna on line di video letture rivolte ai bambini e ragazzi dai 3 ai 13 anni, a cura  dei Narratori per la biblioteca viaggiante, Volontari Nati per Leggere e delle bibliotecarie della sezione Ragazzi.

Saranno tre letture la settimana, condivise sulla pagine Fb e sul canale You Tube della biblioteca Trisi, tutte col tema dell'amore, inteso come sentimento, e anche come amore per il sapere, per la conoscenza di se stessi,  e del mondo esterno, per l'ambiente, l'avventura, le scoperte

165 sanzioni....


Grazie alle fototrappole mobili sono state ben 165 le sanzioni per abbandono di rifiuti a Lugo: il comune si è dotato di dispositivi mobili posizionati nelle aree ecologiche, in cui spesso avvengono abbandoni al di fuori dei cassonetti appositi

Un nuovo premio a Lorenzo Tugnoli: nell'inferno del porto di Beirut.

di ARMANDA CAPUCCI



Lorenzo Tugnoli: non è la prima volta che il suo nome appare nelle pagine di qualche giornale, ma il fatto straordinario è che in pochi anni ha fatto più volte il giro del mondo e qualche settimana fa ha ottenuto l’ennesimo riconoscimento, il terzo “World Press Photo”. Lo ricordano con orgoglio ed anche con affetto soprattutto i Santagatesi. Infatti, Lorenzo Tugnoli è un giornalista e fotoreporter di fama internazionale che ha trascorso parte della sua vita a S. Agata: nato a Lugo nel 1979, vi si è trasferito nel 1984 con la famiglia, in via Bachelet. Qui, fra alterni spostamenti, ha mantenuto la sua residenza fino al 2014. Ora è iscritto all’A. I.R.E. (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero). Ma, a S. Agata lo considerano come una propria creatura perché qui ha frequentato le scuole elementari e medie, a Lugo il Liceo Scientifico per, poi, laurearsi brillantemente in Fisica preso l’Università di Bologna. Subito dopo, ha iniziato a viaggiare: Chiapas, Palestina, Siria, coltivando il suo interesse per il Medio Oriente. Dopo aver vissuto a lungo a Kabul in Afghanistan, ora vive da circa sei anni a Beirut in Libano. Si definisce un autodidatta perché ha scoperto da solo l’arte del fotografo “divenuta una vera passione e che ritiene, ormai, la sua professione: una continua esplorazione delle conseguenze umanitarie causate dalla guerra. Così, fin dal 2010, ha cominciato a collaborate con testate giornalistiche internazionali di prestigio come il “Washington Post”. Nel 2014 si è fatto conoscere pubblicando “The little book of Kabul” un libro che presenta un ritratto toccante di quella città. Poi, dopo numerosi altri viaggi, nel 2018 si è recato nello Yemen, sempre in zone pericolose assediate dai ribelli, mettendo a repentaglio la propria vita per documentare scene quotidiane di una realtà martoriata. Ed ecco arrivare le prime medaglie. Nel 2019, in poche settimane, Lorenzo ne ha collezionato ben due: primo Premio “World Press Photo General New Story” e, dopo qualche settimana, eccogli giungere il “Pulitzer” per la fotografia, il riconoscimento mondiale più ambito per qualsiasi fotogiornalista, il primo italiano a raggiungere questo traguardo. Il suo lavoro, un gruppo di diciassette immagini, è stato pubblicato nei più importanti giornali americani: il New York Times, il Wall street Journal, il Time Magazine e sull’italiano L’Espresso. Siamo al 2020: ebbene, la collezione si è arricchita di una nuova medaglia: ancora una volta il nostro fotoreporter torna ad essere vincitore del “World Press Photo”. Le foto premiate fanno parte di una serie intitolata “La guerra più lunga” dedicata all’Afghanistan sempre in collaborazione con il “Washington Post”. Ora, come si è detto, Lorenzo vive a Beirut e, qui, da qualche settimana, si è aggiudicato per la terza volta, nella sua pericolosa carriera, il Premio “World Press Photo”. Tutti ricorderanno la tremenda esplosione che devastò il porto della capitale libanese il 4 agosto 2020. L’ obiettivo del fotografo, questa volta, non si è soffermato sulla guerra, anche se quella poteva sembrare, né sulla Pandemia del Covid 19, o sulla crisi ambientale, o sulle proteste di piazza contro il razzismo, ma sui momenti immediatamente successivi all’esplosione avvenuta nel porto di Beirut a causa di una quantità eccessiva stoccata incautamente di nitrato d’ammonio (sostanza che esplode a contatto con le fiamme), mentre subito si poteva pensare ad un attacco da parte di Israele o ad un atto terroristico. Lorenzo che abita a pochi chilometri dal porto ode un’esplosione, si affaccia alla finestra e ne ode immediatamente un’altra. Lo spirito del fotografo prevale; scende subito in strada con i suoi strumenti: un obiettivo fisso e una macchina fotografica leggera di piccole dimensioni. Intuisce presto da quale parte andare e percorre di corsa, a piedi, i quattro chilometri che lo separano dal porto. Il porto di Beirut è una zona militare, è difficile avvicinarsi, ma egli ci riesce e rimane a fotografare tutto il giorno, finché c’è luce: le grida dei fuggitivi, i pianti, la densa nuvola di polvere, tutto viene impresso e immortalato nelle sue pellicole. Ritornato in città, si rende conto che non solo il porto ma un intero quartiere residenziale sono stati distrutti e divorati dalle fiamme: 200.000 sfollati, 7.000 feriti, oltre ai morti, in soli trenta secondi: “Ho visto città in quello stato solo dopo mesi e mesi di bombardamenti”. E’ la sua impressione. La drammaticità delle immagini ha colpito profondamente la giuria del premio “World Press” e così il nostro fotoreporter ha fatto centro un’altra volta. Lorenzo Tugnoli che si sente romagnolo a tutti gli effetti è ancora in contatto con alcuni amici santagatesi fra i quali Tommaso Calabrese e il sindaco Enea Emiliani che lo aveva invitato a S. Agata per un’ amichevole serata, il 18 maggio 2020. Purtroppo, per i disguidi causati dalla pandemia l’appuntamento è stato rimandato, non cancellato, e l’incontro con questo cittadino che riempie d’orgoglio i santagatesi avverrà certamente in tempi migliori.

ARMANDA  CAPUCCI

Grazie, don Carlo, per questi 25 anni insieme!